Banane Equo-Solidale Bio

Tipico del sud-America, prodotto ricco di vitamine e sali minerali, ottimo per chi fa attività fisica.

Contadino Produttore: Consorzio Agribologna
Equo-Solidale
1 sacchetto
(ca. 700 gr)
2,10 €

CARATTERISTICHE


Queste banane provengono dal Perù. Dagli albori del commercio equo nella regione di Piura/Perù i produttori di banane si sono organizzati a livello locale in molteplici associazioni che contano centinaia di piccolissimi produttori ed hanno dato vita a varie strutture per l’esportazione e la vendita diretta del loro prodotto. La valle del Chira è una fertile area agricola caratterizzata dalla presenza di migliaia di piccoli produttori, dei quali sono una parte dispone dei titoli di proprietà sulla terra. Ogni contadino dispone in media di un appezzamento di un ettaro, con punte massime di 3 ettari a testa. Questi piccoli proprietari sono i principali datori di lavoro della zona, avvalendosi di mano d’opera non specializzata per i lavori di nel campo.


La loro storia è affascinate, dedica qualche minuto!



CERTIFICAZIONE e FILIERA


Da agricoltura biologica certificata da CCPB srl. La banana biologica Altromercato proviene da piccoli produttori del commercio equo e solidale: ogni passaggio della filiera è controllato seguendo un sistema integrato di tracciabilità che per mette di risalire dal campo fino all’arrivo sulle nostre tavole 



LA STORIA DELLE COOPERATIVE DEL PERU'


La parte nord occidentale del Perú, tra Oceano Pacifico e Ande, è caratterizzata da una distesa arida vasta più di 180.000 chilometri quadrati: il deserto di Sechura.


Storicamente la regione ha visto il fiorire di importanti culture preincaiche, come quella Moche e quella Sican, in grado di sfruttare i corsi d’acqua intermittenti provenienti dalla Ande per creare un vasto sistema di canali irrigui e favorire l’agricoltura. Negli anni settanta del ventesimo secolo, più di 1500 anni dalla fioritura delle culture preincaiche, lungo il corso del fiume Chira, a cavallo fra le province di Piura e Sullana, viene realizzato il bacino idrico artificiale di Poechos. 


Inizia così la storia della produzione bananiera nel nord del Perú, favorita dal suolo alcalino e dal clima secco subtropicale, che agisce da controllore naturale contro la diffusione della sigatoka nera, il principale parassita della pianta di banano. Le condizioni climatiche estreme fanno della regione, all’alba del nuovo millennio, una delle più povere del Paese: il 93% della popolazione vive in area rurale, con scarsa disponibilità di infrastrutture ed acqua potabile e con una diffusa incidenza di malattie dell’apparato digerente; il 72% dei nuclei famigliari non riesce a soddisfare i bisogni primari (alimentazione, salute ed educazione); il 23% della popolazione è totalmente analfabeta.


 


Anni molto importanti per queste popolazioni intercorrono tra il 1992 ed il 2001, quando gli ettari coltivati a banano passano da 3000 a 4700 con il diffondersi la produzione si espande e vengono avviati programmi di fertilizzazione organica che portano alle prime certificazione nel 1998. La valle del fiume Chira diventa naturalmente il centro della produzione di banane biologiche per il mercato nord-americano ed europeo.  Con l’avvio delle esportazioni si generano anche le condizioni affinché i produttori inizino ad organizzarsi ed a svincolarsi da intermediari. Il 13 settembre 2001 viene formato il primo comitato di produttori di banane biologiche nel tentativo di svincolarsi dalle oligarchie di mercato pronte a contraffare contratti e esercitare potere vessatorio sulla popolazione.


In questo contesto, nel 2001 Agrofair – impresa olandese di commercio equo fondata dalla ONG Solidariedad – fonda a Querecotillo Biorganika, riunendo 172 piccoli produttori certificati biologici e con altri 162 in conversione, con la finalità di “convertire i produttori in esportatori”. Il 2 settembre 2002, 96 contadini riunitisi nel comitato di produttori biologici – proprietari in media di meno di un ettaro a testa - danno vita alla prima organizzazione di produttori: la Asociación de Productores de Banano Orgánico Valle del Chira (APROBOVCHIRA)


Oggi il Grupo Hualtaco è una struttura con 250 fra lavoratori e tecnici che offre un servizio integrale – dal campo alla nave – alle associazioni di produttori della regione. Le organizzazioni di produttori collegate a Grupo Hualtaco sono: - CENBANOR (Central de Bananeros del Norte), un consorzio di secondo livello che raggruppa tre associazioni di produttori di base: Asociación de Pequeños Productores de Banano Organico San Francisco de Asís (60 produttori), Asociación de Pequeños Productores de Banano Organico de Chocan y Potreritos (80 produttori) e Asociación de Pequeños Productores de Banano Organico Cerro Mocho (APROBOCEM, 45 produttori al suo inizio, 123 al giorno d’oggi) - Asociación Comité Departamental de Productores de Plátano de Tumbes (ACDPPT), una organizzazione ubicata nell’omonima regione, al confine con l’Ecuador, che nel 2008 si associa a Grupo Hualtaco


Oggi giorno le banane equosolidali Altromercato provengono, oltreché da APROBOVCHIRA e GRUPO HUALTACO, anche da APPBOSA (Asociación de Pequeños Productores de Banano Organico Samán y Anexos), un’associazione di produttori che conta con 494 soci distribuiti su cinque “unità agricole” lungo la sponda destra del fiume Chira.


 


Contesto locale


A livello socio-educativo la maggior parte delle persone al di sopra dei 45 anni di età non ha concluso gli studi primari, ma è preoccupata dell’educazione dei figli che, in molti casi hanno ottenuto un’educazione media e, talvolta, superiore.


I servizi di cui dispongono le comunità rurali della valle del Chira sono estremamente basici. Se i principali centri abitati dispongono di un centro medico di prima accoglienza, mancano spesso dottori e personale specializzato. Punti di aggregazione come chiese e biblioteche sono spesso presenti, ma se nelle prime latitano i parroci, le seconde non prestazione servizio per mancanza di personale, espositori e di una bibliografia recente.


Le principali carenze della valle riguardano però la mancanza di acqua potabile, di un sistema di gestione dei rifiuti organici (assenza del sistema fognario) e della corrente elettrica.


 


I benefici del commercio equo


In quindici anni di produzione ed esportazione di banane equosolidali la valle del Chira ha visto cambiare drasticamente la propria geografia. Da un punto di vista ambientale l’oasi naturale che segue il sinuoso corso del fiume Chira spezza l’aspra monotonia del deserto sassoso che caratterizza la regione mentre, da un punto di vista socio economico, la popolazione si è venuta progressivamente affrancando dallo status di reietta e marginalizzata nel panorama peruviano. Se oggi giorno Piura è la regione con il più alto indice di crescita economica dopo Lima è anche grazie alla produzione delle banane ed all’indotto di servizi che questa ha generato, specialmente nelle città di Sullana e Piura.


Grazie al commercio equo i produttori della valle del Chira hanno investito nel miglioramento delle strutture produttive (centri di raccolta, lavaggio delle banane e confezionamento) e delle vie di comunicazione della regione, a beneficio dell’intera comunità.


In ambito sociale, il premio equosolidale è stato investito principalmente nella costruzione di scuole elementari e medie per le comunità più povere, e in ambito sanitario per sostenere cure mediche specialistiche, nonché a sostegno delle persone indigenti attraverso la creazione di un sussidio.


A beneficio di soci e famigliari, con il premio è stato istituito un fondo rotativo utilizzabile per l’avvio di piccole attività imprenditoriali o per far fronte ad imprevisti (fondo funerario), nonché per finanziare l’acquisto di strumenti di lavoro ed input produttivi.


Oltre al premio, il miglior prezzo pagato dal mercato equosolidale ha permesso ai produttori ed ai loro figli di costruirsi abitazioni degne, fatte di mattoni, e di investire nell’educazione secondaria dei figli. Il miglioramento generalizzato delle condizioni di vita e la produzione di valore aggiunto hanno anche creato le condizioni, per i governi regionale e provinciali, di investire le maggiori entrate fiscali nella realizzazione di servizi indivisibili: acqua potabile, smaltimento acque reflue ed energia elettrica. Tutti questi aspetti si sono ripercossi a vantaggio dei produttori e dell’intera comunità, che hanno visto ridursi sensibilmente l’incidenza delle malattie gastrointestinali nella popolazione residente, nonché l’indice di malnutrizione infantile.