Cerutti: una passione che dura da 70 anni

Nata nel 1948 l’azienda agricola Cerutti porta con sè una tradizione di qualità e cura del prodotto. Una passione e un’esperienza trasmesse negli anni da padre a figlio. Oggi spetta a Stefano Cerutti la responsabilità dell’azienda, con lui arrivano, nuovi prodotti e tanti progetti.

Come è cambiata negli anni la vostra azienda?

Azienda Agricola Biologica Cerutti ha una lunga storia, tutto è nato dal lavoro di mio nonno che ha iniziato nel 1948 coltivando i suoi ettari di terreno qui nella provincia di Ferrara con metodi di coltivazione tradizionali. Nel tempo e nel passaggio del testimone, prima a mio padre e poi a me, abbiamo cercato di crescere e migliorare. Abbiamo deciso di puntare sempre più sulla qualità dei nostri prodotti e la tutela dell’ambiente e degli animali, il che implicava un passaggio necessario all’agricoltura e all’allevamento biologico. Quando abbiamo intrapreso questa strada eravamo di fronte a un bivio: lasciar andare l’azienda e lasciare che fosse assorbita da una multinazionale, o dare un valore aggiunto al nostro lavoro. Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente ai nostri consumatori con un prodotto di qualità sempre maggiore, il nostro sforzo ci ha premiati e nel tempo e con tanto lavoro siamo riusciti a far crescere la nostra piccola realtà. Il nostro vero punto di forza è il rapporto di sincerità che creiamo con il nostro consumatore.

Raccontaci dei vostri prodotti…

Noi ci occupiamo principalmente della coltivazione biologica di cereali e dell’allevamento, biologico, di galline. Una storia particolare è legata alla coltivazione del riso. Sfogliando la tesi di laurea di mia mamma, leggendo i suoi studi sul lavoro dei braccianti tra fine 800 e inizio 900 e sulle coltivazioni della zona, ho scoperto la presenza di una antica risaia. Tutti noi in famiglia siamo stati molto sorpresi dalla scoperta e abbiamo subito deciso di riportare alla luce quell’antica risaia. Abbiamo iniziato coltivando 3 ettari di terreno, oggi ne abbiamo 11 ettari dal quale ricaviamo il nostro Vialone Nano biologico e il Carnaroli. Un anno fa abbiamo inaugurato un piccolo laboratorio per la produzione di biscotti con le nostre uova e le nostre farine e da poco abbiamo iniziato a proporre lanche e nostre piadine. Questi progetti sono nati tutti nel 2012, l’anno sfortunato del terremoto, dopo 5 anni vederli realizzati nonostante tutte le difficoltà è per noi una soddisfazione grandissima.

Si sente spesso parlare della classificazione delle uova, di cosa si tratta esattamente e quali caratteristiche ha un uovo biologico?

Il primo tassello fondamentale per classificare un allevamento biologico è il benessere dell’animale, nel nostro allevamento c’è una bassissima densità di galline per metro quadrato, libere di pascolare. Il secondo elemento di fondamentale importanza è l’alimentazione: nutriamo le galline esclusivamente con cereali coltivati senza l’uso di pesticidi e di concimi: mais, grano, erba medica, tutto rigorosamente bio. Non va trascurato il risposo, noi lasciamo le galline riposare 8 ore ogni giorno. Nella maggior parte degli allevamenti non biologici, le galline sono tenute sveglie costantemente per massimizzare la produzione. E’ ormai dimostrato che le galline che non sono eccessivamente stressate e a cui viene concesso un tempo di riposo durante la giornata producono uova di migliore qualità. Tradotto in termini di classificazione, le nostre uova biologiche hanno il codice zero, codice che identifica un prodotto biologico d’eccellenza: la classificazione va da zero a tre, distinguendo tra allevamenti biologici, allevamenti all’aperto, a terra e in gabbia. Il valore tre è identificativo di un allevamento non biologico e in gabbia.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

Ho imparato a conoscere e amare il mio lavoro fin da bambino osservando mio padre, negli ultimi hanno ho riscoperto il valore del rapporto diretto con i nostri clienti: non c’è per me cosa più bella del poter raccontare a chi acquista i nostri prodotti qual è la nostra storia. Sono scomparsi i ricordi del lavoro dei contadini e i racconti dalle campagne, il consumatore stesso ha sete di sapere da dove vengono i prodotti che compra, e noi cerchiamo di rispondere a questa esigenza con onestà e trasparenza.
29 June 2017

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