COpAPS: i pionieri dell'agricoltura sociale

Fondata nel 1979 da un gruppo di genitori, operatori sociali e agricoltori, COpAps nasce come cooperativa agricola con finalità sociali. Lorenzo Sandri, presidente COpAPS ci ha raccontato delle prime attività della cooperativa e del desiderio di dare vita ad una realtà, che garantisse un aiuto concreto per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate

COpAPS è stata una delle prime cooperative sociali nel territorio emiliano-romagnolo, avete iniziato quando ancora non esisteva la definizione di “cooperativa sociale”, quali sono stati i vostri primi progetti?

Copaps - Cooperativa per attività produttive e sociali nasce nel 1979 come cooperativa agricola con finalità sociali, nel 1981 abbiamo preso in affitto il podere Ca’ del Bosco a Sasso Marconi dove tutt’ora lavoriamo, ricordiamoci che in quegli anni erano pochissime le realtà in Italia che si occupavano di attività agricole connesse ad obiettivi sociali. Abbiamo iniziato proponendo percorsi di formazione in ambito agricolo avendo come obiettivo quello di aiutare ragazzi con disabilità ad inserirsi nel mondo del lavoro. I primi anni sono stati di sperimentazione di nuovi progetti, formare, educare, insegnare ai ragazzi disabili (e non) l’amore per la terra. Finalmente con la legge 381/1991, che ha sancito la nascita delle cooperative sociali, la COpAPS si è costituita come cooperativa sociale estendendo i suoi progetti a tutte le persone svantaggiate. La cura verso le persone è sempre andata di pari passo con la cura dell’ambiente, per questo nei primi anni ’90 ci siamo avvicinati all’ agricoltura biologica e dato vita ad un agriturismo. Successivamente abbiamo iniziato attività di manutenzione del verde pubblico e privato del territorio bolognese con i relativi percorsi di inserimento.

L’importanza della terra, il valore del lavoro, le tradizione agricole sembra stiano sparendo sostituite dalle logiche della grande distribu-zione. Perché vale la pena oggi proporre a dei ragazzi svantaggiati percorsi in ambito agricolo?

Noi abbiamo sperimentato semplicemente questo: è importante fare una proposta che abbia un contenuto di senso, che sia cioè significativa e concreta. Alcuni dei ragazzi che noi seguiamo hanno difficoltà enormi ad avvicinarsi al lavoro e quindi i percorsi che proponiamo per loro in ambito agricolo danno innanzitutto modo di vivere l’agricoltura come spazio di benessere, di educazione e riabilitazione, altri invece hanno potenzialità che devono essere sviluppate e formate per favorire concretamente il loro inserimento nel mondo del lavoro, le esigenze sono diverse e articolate. L’agricoltura si presta a tutto, propone una serie molto ampia di mansioni ed è soggetta alla stagionalità e al cambiamento nel tempo molto più di altri ambiti, tutto questo è particolarmente utile e motivante. Alcune persone hanno difficoltà infatti anche a percepire il tempo, il lavoro che proponiamo aiuta ad imparare a gestire o anche semplicemente ad accorgersi del tempo che passa. Gli stessi cambi stagionali e la diversità dei prodotti in questo senso danno un contributo importante. La nostra esperienza in questi anni ci ha dimostrato che chi desidera imparare un mestiere come chi ha la semplice necessità di stare bene e sentirsi a casa trova nell’agricoltura un alleato efficace.

Quali prodotti coltivate?

Attualmente abbiamo due aziende con caratteristiche molto diverse: l’azienda dove ha sede l’ agriturismo è dedicata alla produzione di piante aromatiche bio, lavanda rosmarino e timo e un orto delle aromatiche, l’azienda Ca’ del Bosco, la nostra azienda agricola di produzione, è dedicata alla coltivazione di frutta, ortaggi e cereali biologici. Coltiviamo tutto ciò che è possibile produrre in loco, coltiviamo anche particolari “grani antichi” che hanno un bassissimo contenuto di glutine. Distinguiamo gli ortaggi tra primi e secondi raccolti, quando sullo stesso terreno vanno prima i cereali e poi gli ortaggi. Produciamo tutto, tranne patate e carote!

Copaps è anche grande produttore di asparagi biologici. Si tratta di ortaggi che hanno un costo particolarmente elevato se paragonato ai loro fratelli non biologici. Da cosa dipende la differenza di costo e quali sono le caratteristiche di un asparago biologico?

L’asparago è una pianta che nella nostra zona è stata introdotta nei primi anni 30 del ‘900 e ha avuto un successo notevole dato dall’alta percentuale di limo contenuto nei nostri terreni, millenni fa letto del fiume Reno, che li ha resi oggi terreni di medio impasto argilloso- limoso, perfetti per gli asparagi. Ma qual è il problema dell’asparago? Innanzitutto si tratta di una pianta dai lunghi tempi di coltivazione, dal momento della semina sono necessari tre anni di attesa per le prime raccolte e una vita produttiva di 8-10 anni di raccolto dopo i quali bisogna ricostituire l’asparagiaia. Inoltre, il problema fondamentale dell’asparago è che non ama avere competizioni con le piante selvatiche che gli crescono attorno. Nelle coltivazioni convenzionali si usano diserbanti chimici per eliminare le erbacce selvatiche, il metodo biologico impone l’intervento manuale dei contadini: prima con la motozappa che rimuove le erbe tra le file di asparagi e poi, di fila in fila, bisogna estirpare le erbe residue con la zappa. E’ un lavoro certosino, lungo, delicato e costoso che garantisce però la crescita naturale e incontaminata dell’ortaggio e una qualità e un gusto imparagonabili.

Se dovesse scegliere tre parole per definire COpAPS e la sua mission?

Sociale, perché il nostro scopo è e sarà sempre l’attenzione all’altro, noi lavoriamo con e per le persone. Sostenibile per l’attenzione che mettiamo nei confronti dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, la coltivazione biologica ne è il concreto esempio. Agricola, perché puntiamo sulla terra, sostenendone il valore.
29 June 2017

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