Pictor: l'agricoltura e il reinserimento lavorativo

Letizia Tamurri è responsabile del settore agricolo e della manutenzione del verde di Pictor, una cooperativa sociale che si occupa da anni del reinserimento lavorativo di persone con disabilità psicologiche. Laureata in agraria è da sempre appassionata al sociale. Letizia collabora con la cooperativa da quasi 13 anni.

Come è nata Pictor?

La cooperativa Pictor è stata fondata 25 anni fa a Budrio da alcuni operatori del Centro di Salute Mentale in seguito alla chiusura dei manicomi di stato. La chiusura di quelle strutture ha inevitabilmente implicato, per molti,la necessità di acquisire le competenze necessarie per vivere nel mondo "libero" come imparare a lavorare. Pictor nasce così, dalla volontà di aiutare in modo concreto gli ex pazienti delle strutture di igiene mentale a continuare il percorso terapeutico e aiutarli a tornare alla normalità. Nei primi anni di attività la cooperativa si occupava principalmente di questo: i primi progetti erano volti alla riabilitazione di quel tipo di persone incapaci di vivere un contesto lavorativo. Negli anni la crescita della cooperativa ci ha consentito di ampliare i nostri servizi e di ideare progetti di reinserimento lavorativo paralleli al percorso di cura. Nel tempo abbiamo così iniziato ad offrire nuovi servizi: dalla manutenzione del verde ai servizi di pulizie, di tutela dell’ambiente fino ad arrivare - 3 anni fa - alla creazione di un piccolo settore dedicato all’agricoltura biologica.

Facendo un bilancio del lavoro che avete svolto in questi tre anni, quale credi sia il valore educativo dell’agricoltura?

Quello agricolo è un settore che offre alle persone che lavorano con noi, grandi risultati in poco tempo. Il tipo di lavoro che proponiamo non richiede particolari conoscenze o grandi abilità, l’unico requisito è il tempo da dedicare al lavoro. Negli anni abbiamo notato quanto grande sia il valore riabilitativo del lavoro nei campi. Osservare una piantina crescere, prendersene cura, raccoglierne i frutti e seguirne l’acquisto consente di avere un riscontro semplice e immediato. E’ un lavoro che insegna il valore della pazienza e dell’attenzione che accresce la sicurezza personale e educa all’autocontrollo.

Quali sono i vostri prodotti?

Coltiviamo orticole biologiche stagionali, chi come noi ha questa particolare attenzione per il sociale non può non avere rispetto e attenzione anche per la per l’ambiente. Coltiviamo insalate peperoni, melanzane, pomodori, patate (quest’anno viola!) e zucchine. Curiamo con passione i nostri prodotti e li raccogliamo a mano, uno ad uno. I ceci sono un nostro prodotto “speciale”: seguiamo tutto il processo dalla scelta dei semi alla raccolta. Ho definito questo prodotto speciale perché unisce il lavoro degli educatori a quello di chi come me segue il settore agricolo. C'è stata una collaborazione: noi abbiamo prodotto i ceci mentre le persone in terapia che di norma seguono solo l’assemblaggio di materiali hanno sgranato tutti i cedi raccolti. Uno giorno uno di loro mi si è avvicinato dicendo “guarda, ho preso solo quelli belli perché non sono mica buoni tutti”! E’ stato bello notare l’entusiasmo generato da una cosa così semplice.

So che da poco avete iniziato un progetto anche con il carcere di Bologna. Di cosa si tratta?

E’ un progetto che si inserisce nel percorso riabilitativo dei detenuti del carcere. Ne abbiamo selezionati 4 a cui abbiamo proposto un tirocinio formativo di 3 mesi durante il quale gli abbiamo insegnato come coltivare delle piantine aromatiche. Per loro è stato importante riscoprirsi “capaci” di svolgere un lavoro, dandogli fiducia hanno acquistato sicurezza in se stessi riscoprendo il loro valore di persone. Pictor è una cooperativa dinamica, accogliente e professionale. Nel nostro percorso di crescita siamo attenti a non perdere mai di vista l’impegno, la serietà e l’obiettivo del nostro lavoro. Ogni giorno io riscopro la bellezza che c’è in ogni persona, ognuno di noi se stimato e valorizzato ha tanto da dare, proprio come la terra.

29 June 2017

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