Gli orti di Astolfi

Gli orti di Astolfi

Grizzino in dialetto vuol dire variegato, a strisce e, come Riccardo, parla riminese. Se poi la varietà agronomica si chiama ipanema, il risultato è uno zucchino o una zucchina (dipende dalla vostra inclinazione) che sa di sole, di mare, di spiagge assolate, di terreni morbidi e sabbiosi entro cui il grizzino cresce magnificamente.

Riccardo Astolfi, classe 1956, dice che lui "è stato concepito in un campo di zucchine": i suoi avevano un ettaro e mezzo a 50 metri dalla spiaggia e i suoi ricordi lo portano a quando, bambino di 5 anni, teneva in mano la cassettina in cui si mettevano le zucchine appena raccolte.

Da allora Riccardo di strada ne ha fatta tanta. Da quel campo vicino al mare, mangiato dal boom economico che ha sostituito l'agricoltura di spiaggia con le pensioni "Stella Marina" e gli hotel "Majestic Palace", via via che il mercato cresceva,  Riccardo si è prima spostato sulle colline di Cerasolo, sulla strada di San Marino, per poi allargarsi a Rimini e a Savignano e per ultimo nel 2011 a Coriano. In totale 60 ettari, di cui 10 di serre, con la forza della famiglia alle spalle e dei suoi dipendenti, con un preciso modello sociale ed economico: costruire una comunità.

E' una delle chiavi del valore dell'azienda di Riccardo, gli Orti di Astolfi, come gli piace nominarla, una comunità di 80 persone provenienti "da 11 nazioni, 4 continenti e 4 religioni: cattolica, cristiano ortodossa, mussulmana e induista", un bell'esempio di integrazione sociale in cui convivono senza problemi moldavi e rumeni, polacchi e ucraini, indiani, peruviani e senegalesi, pakistani e romagnoli.